Quaglieni ai funerali di Carla Spagnuoli

Ai funerali l’affetto di tanta gente per la donna straordinaria che era stata presidente del Consiglio Regionale
Carla Spagnuolo, quando a vincere è la Politica con la P maiuscola
di ilTorinese pubblicato domenica 5 febbraio 2017

Un modo per onorare Carla sarebbe quello di dar attuazione  ad una delibera del Comune di Torino, sindaco Fassino, che prevedeva una lapide in ricordo di Aldo Viglione  sull’edificio del Consiglio Regionale, prima che ci sia qualcuno a palazzo civico che  revochi anche quella delibera  rimasta senza risposta

Di Pier Franco Quaglieni

I funerali di Carla Spagnuolo hanno dimostrato l’affetto di tanta gente per la donna straordinaria  che era stata presidente  del Consiglio Regionale del Piemonte. Per una volta ha vinto la  Politica con la p maiuscola nei confronti dell’antipolitica, come ha detto bene, in un sentito discorso Enzo Ghigo. Oggi la politica viene sottovaluta, non riconosciuta per il  valore che invece  ha per la comunità .Cosi ,in fondo, viene colpita  la  stessa coscienza civile dei cittadini, lasciando spazio alla protesta rozza e urlante della piazza che si rivela inconcludente. Carla Spagnuolo rappresentava una politica innervata di cultura, quella appresa alla gloriosa  Facoltà di Giurisprudenza torinese, alla scuola di maestri come  Allara, Grosso ,Conso. Una cultura giuridica che l’ha preparata ai compiti di pubblico funzionario prima e di pubblico amministratore poi.

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Gli interventi di Ghigo, Cota, Cattaneo hanno ribadito il calibro politico e umano  di Carla Spagnuolo I garofani rossi che ricoprivano la sua bara rappresentavano la tradizione socialista a cui Carla si è formata,  alla scuola di Aldo Viglione. La presenza di Giuseppe La Ganga stava a testimoniare quella fedeltà, mai venuta meno  in lei, come in tanti socialisti che ,di fronte alla drammatica fine del PSI ,hanno fatto scelte diverse, rimanendo se’ stessi. Coerente con l’antipolitica, ma incoerente con lo stile istituzionale , l’assenza totale del Comune di Torino che non ha  inviato neppure  il Gonfalone della città e non si è fatto rappresentare da nessuno. Ben diverso l’atteggiamento della Regione  Piemonte e del Consiglio regionale con il Gonfalone abbrunato e i vicepresidenti Reschigna e Boeti. E’ inutile evidenziarlo ulteriormente , ai pentastellati manca totalmente il senso delle istituzioni.

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T anti torinesi che sono saliti in un pomeriggio di pioggia battente sulla collina astigiana di Villa San Secondo, ne hanno trovato conferma anche nei funerali di Carla assessore al Comune di Torino per due mandati. A Lei la città non ha riservato neppure un pensiero, segno della barbarie politica a cui si è arrivati.   Un modo per onorare Carla sarebbe quello di dar attuazione  ad una delibera del Comune di Torino, sindaco Fassino, che prevedeva una lapide in ricordo di Aldo Viglione  sull’edificio del Consiglio Regionale, prima che ci sia qualcuno a palazzo civico che  revochi anche quella delibera  rimasta senza risposta. Onorare Carla significa anche onorare il suo maestro di politica e di moralità  civile Aldo Viglione .Era una cosa a cui Carla Spagnuolo teneva moltissimo.

 

http://www.iltorinese.it/i-funerali-di-carla-spagnuolo-quando-a-vincere-e-la-politica-con-la-p-maiuscola/

Eventi al Centro Pannunzio

In questo post alcuni eventi del mese di ottobre che si svolgeranno al centro pannunzio, sotto la direzione del nostro professore, intellettuale torinese.

Gli eventi a Torino sono tutti gratis ad ingresso libero per la diffusione della cultura liberale, scopo del dell’associazione dedicata a Mario Pannunzio.

LA RIVOLUZIONE DI OTTOBRE E I BOLSCEVICHI AL POTERE: DITTATURA E GUERRA CIVILE

Venerdì 24 febbraio alle ore 18 in sede, Luisa CAVALLO, nel secondo dei tre incontri, parlerà sul tema “LA RIVOLUZIONE DI OTTOBRE E I BOLSCEVICHI AL POTERE: DITTATURA E GUERRA CIVILE”

“SBATTI IL MATTO IN PRIMA PAGINA” DI PIER MARIA FURLAN PITIGRILLI

Franco GARELLI e Alberto SINIGAGLIA presenteranno, in dialogo con l’autore, il libro dello psichiatra Pier Maria FURLAN PITIGRILLI “SBATTI IL MATTO IN PRIMA PAGINA”, Donzelli editore. Introdurrà Anna RICOTTI.

ESPLOSIONI NELLO SPAZIO: NOVITÀ SULLA SUPERNOVA DEL 1987

Piero GALEOTTI terrà una conferenza sul tema “ESPLOSIONI NELLO SPAZIO: NOVITÀ SULLA SUPERNOVA DEL 1987”. Introdurrà Adriana LO FARO.

I PITTORI DELLA LUCE, L’ESPERIENZA ITALIANA: “TINTORETTO”

Mercoledì 15 febbraio alle ore 17,30 nella sede del Centro Pannunzio, Sala “Sergio Pininfarina” (via Maria Vittoria 35 H, Torino) Claudia DE FEO parlerà di “TINTORETTO”. Si tratta del quinto incontro del ciclo che ha come oggetto di indagine la LUCE.

RICORDO DI CLAUDIO GORLIER

Si terrà un ricordo di Claudio GORLIER, recentemente scomparso. Professore emerito di Letteratura Americana e dei Paesi Anglofoni all’Università di Torino, saggista, traduttore, critico letterario, ispirò Fruttero e Lucentini.

Eventi al Centro Pannunzio

Alcune riflessioni di Quaglieni su Figure dell’Italia Civile

quaglieni presenta libro

Un termine essenziale nella ricerca condotta dal professor Quaglieni.

Il mio – sottolinea l’autore nella prefazione – vuole essere anche un omaggio a quell’Italia che contribuì, dopo il 1945, a far rinascere il nostro Paese dalla guerra perduta, ricostruendo le istituzioni democratiche e creando il benessere della Nazione con lo stesso spirito costruttivo che portò alla Costituzione.

 

Ma anche personaggi che, pur non conosciuti direttamente dall’autore, hanno però saputo, con la forza dei loro principi e del loro modus operandi, rappresentare pietre miliari nella stessa formazione culturale e liberale di un protagonista della cultura del nostro tempo qual è il professor Quaglieni, di cui Aldo Cazzullo ha scritto “è un cavaliere solitario che da decenni tiene viva la memoria di una grande tradizione culturale spesso misconosciuta”.

Come non apprezzare la semplicità di un gesto di Luigi Einaudi che propone di dividere una pera grandissima con uno dei suoi commensali, cena al Quirinale, per non sprecare? Ci fa sorridere, ma ci piace! E Quaglieni commenta:

“Non era propensione per gli usi desueti o per l’arida economia della lesina, ma profondo rispetto per un complesso di principi morali, di regole di vita, di orientamenti spirituali che facevano tutt’uno col suo metodo scientifico”.

“Penso – sottolinea Quaglieni – che ne venga fuori un ritratto di un’Italia lontana, spesso dimenticata, un mondo ormai scomparso. Una realtà variegata e composita della quale ho scritto, senza apriorismi ideologici, pensando soprattutto ai giovani che spesso non conoscono queste storie”.

Fonte: http://www.pagina.to.it/index.php?method=section&action=zoom&id=14614

Rassegna stampa #1

“FIGURE DELL’ITALIA CIVILE” DI PIER FRANCO QUAGLIENI, ED.GOLEM.

Venerdì 10 febbraio alle ore 18,30 al Movicentro di Alpignano in via Boneschi 26, Pier Franco Quaglieni, in dialogo con la storica Bruna BERTOLO, aprirà la rassegna libraria “Alpignano in luce”

Scrivi l’amore “Premio Mario Berrino”

Si svolgerà ad Ispra, paese sul Lago Maggiore, in provincia di Varese, presso la Tenuta La Quassa, via Cadorna 327, domenica 12 febbraio 2017 alle ore 16.00 la decima finale della rassegna letteraria “Scrivi l’amore-Premio Mario Berrino”

Alpignano, terza edizione della Festa del Libro al Movicentro

Da venerdì 10 a domenica 12 febbraio tanti volumi, 23 incontri, 50 relatori, 5 mostre, l’edificio si trasformerà in un gigantesco contenitore di cultura e… amore

Alla “Monteleone-Pascoli” il premio letterario nazionale “Mario Soldati”

Il Prof. Pier Franco Quaglieni ha avuto parole di elogio per il meritorio lavoro dei ragazzi di Taurianova premiato con la medaglia d’argento dei Dioscuri del Palazzo Reale di Torino nel corso della commovente cerimonia di premiazione nello storico Collegio San Giuseppe.

I ragazzi dell’Istituto comprensivo “Monteleone-Pascoli” si aggiudicano il prestigioso premio, intitolato allo scrittore piemontese autore dei capolavori Malombra e Piccolo mondo antico.

Negli anni passati hanno ricevuto il premio “Soldati” anche lo scrittore Franco Lucentini (alla memoria), l’ex sindaco di Torino Valentino Castellani, il giornalista e docente Alberto Sinigaglia, il rettore dell’Università di Torino prof. Ezio Pellizzetti.

Pier Franco Quaglieni e i ristoranti torinesi

Pier Franco Quaglieni, in quanto amico e studioso di Mario Soldati esprime la sua opinione sullo stato dell’arte della cucina torinese e piemontese, quale espressione culturale e artistica del territorio.

Ristoranti torinesi sono in decadenza.

Certamente è causa della crisi, ma anche del decadimento del gusto. Già tanti anni fa Mario Soldati, il primo scopritore della cultura del cibo tanto prima di Carlin Petrini, mi diceva che per mangiare bene bisognava andare in provincia. Amava la locanda della Posta di Cavour dove da almeno calamaro-pesce-cibo tre generazioni tengono alto il nome del ristorante preferito da Giolitti.

Il professore lamenta la pretesa della ricerca mal riuscita dell’inventiva di cuochi prime donne, tipico dell’era dell’iper esposizione mediatica degli chef italiani. Segue con una breve storia dei locali torinesi che hanno fatto la storia:

I veri esperti gastronomi ci sono ed il migliore è indiscutibilmente Luca Ferrua, l’unico degno di Soldati ed anche del dimenticato Sandro Doglio, il gentiluomo di campagna per antonomasia che sapeva apprezzare gli antichi e semplici sapori di un tempo. Ma la cucina torinese non offre più le delizie di un tempo. Oggi si assiste a Torino all’imbastardimento di tutto, persino di quella cucina toscana che sotto la Mole aveva i suoi templi, ormai chiusi da vinolento-3anni, come il” Firenze”, le” Duchesse”, la “Cittadella” prima versione ,il ” Mon Ami” dove si gustava un “paglia e fieno” che non ho più potuto assaporare. L’altra sera ho mangiato una ribollita che quasi sicuramente proveniva da una scatola. Un orrore. Edoardo Ballone un tempo fu giudice, non sempre imparziale, di buoni locali, ma allora era facile promuovere perché i buoni locali c’erano: i” Due Lampioni”, “la Vecchia Lanterna”,” il “Rendez- Vous” e parecchi altri. Resiste solo il” Vintage 1997″, erede del mitico “Tiffany” dove andavo a cena con Spadolini ( e Giulio Einaudi ci offriva una bottiglia del suo dolcetto) e lo storico “Gatto Nero” che resiste al tempo che logora. Non c’è più un ristorante di pesce che valga la pena, per non dire dei ristoranti cinesi. La vecchia birreria” Mazzini” (dove andavano a cena comunisti e liberali “progressisti” e dove c’era una celebre pasta e fagioli) ha chiuso da tempo i battenti. Certi locali storici dove andavano ex partigiani e intellettuali di sinistra, come l’”Osvaldo” di via Mercanti ,come il ristorante dell’albergo Canelli dove si davano appuntamento gli uomini del CLN piemontese(ricordati in una lapide sicuramente scomparsa) hanno abbassato da tempo le saracinesche. Si dovrebbe parlare anche del modo di accogliere i clienti, del SALAME PIEMONTE VINO CIBOservizio a tavola, dell’arredamento e di tanti altri aspetti che rendono gradevole un ristorante o anche solo una trattoria: oggi la linea di demarcazione non è così netta, forse neppure nei prezzi.

Infine Quaglieni lamenta la qualità del servizio dei ristoranti del capoluogo piemontese, con camerieri che non sono pronti ad accogliere clienti internazionali non conoscendo che l’italiano e anche i menù bilingue sono una rarità. Così Torino non potrà mai competere con l’ospitalità delle maggiori città italiane.

 

Fonte: http://www.iltorinese.it/linea-di-confine-spigolature-di-vita-e-storie-torinesi/

Conferenza in memoria di Valdo Fusi per i 35 anni dalla sua scomparsa

Valdo Fusi (Pavia, 9 maggio 1911 – Isola d’Asti, 2 luglio 1975) è stato un avvocato, politico e scrittore italiano, membro del CLN piemontese e imputato nel Processo di Torino.

Nato da commercianti della piccola borghesia pavese, si trasferì a Torino nel 1929 con la famiglia e si diplomò al liceo classico “Massimo d’Azeglio” nel 1930. Sin da adolescente fece parte dell’Azione Cattolica della cui federazione giovanile, negli anni 1930, fu responsabile dell’ufficio ricreativo; fu anche segretario della Federazione Universitaria Cattolica Italiana di Torino, e in quel periodo compose riviste teatrali comico-satiriche e collaborò a periodici del mondo cattolico. Conseguita la laurea in giurisprudenza nel 1934 e svolto il servizio militare come ufficiale di complemento del 1º Reggimento “Granatieri di Sardegna”, iniziò la carriera forense come avvocato penalista.

Dopo l’8 settembre prese parte alla Resistenza, rappresentando la Democrazia Cristiana nel comitato militare piemontese del Comitato di liberazione nazionale. Il 31 marzo 1944 venne arrestato con la maggior parte del CLN militare italiano nel duomo di Torino; nel Processo di Torino, immediatamente istituito presso il tribunale speciale, e fortemente voluto da Benito Mussolini, venne accusato assieme ai suoi compagni di “attentati contro l’integrità, l’indipendenza e l’unità della Repubblica sociale italiana”, ma venne assolto per insufficienza di prove: raccontò poi la sua esperienza nel saggio Fiori rossi al Martinetto. Riparato in Svizzera, venne internato nel Canton Ticino a Loverciano; da lì fuggì per raggiungere l’Ossola e unirsi ai partigiani della Divisione “Piave”. Mentre la sua formazione si ritirava in Val Formazza, Valdo Fusi rimase gravemente ferito nel ribaltamento del camion che trasportava i partigiani. Ricoverato in Svizzera, poté rientrare a Torino solo nel maggio del 1945.

Nell’immediato dopoguerra, oltre a collaborare per il quotidiano della DC Il Popolo, Fusi decise di assumere la difesa del colonnello Felice Biglio[1], uno dei giudici del processo di Torino. Durante il processo, che si concluse con l’assoluzione del Biglio, conobbe la figlia di questi Edoarda, che sposò qualche mese dopo. Candidato ma non eletto nell’Assemblea Costituente, divenne consigliere comunale di Torino nel novembre 1946 e fu eletto alla Camera nella prima legislatura del 1948; nel 1951 fu eletto consigliere provinciale.

La sua carriera politica terminò con la sua partecipazione come dirigente nell’ufficio centrale DC per gli studi, la propaganda e la stampa (SPES), tra il 1951 e il 1952: non venne rieletto alla Camera nel 1953 né venne eletto senatore nel 1958. Continuò invece la carriera forense e fu molto attivo nella vita torinese: tra il 1955 e il 1965 fu presidente dell’Ente provinciale per il turismo di Torino, creando nel 1960 l’Ente manifestazioni torinesi; tra il 1965 e il 1970 divenne poi presidente dell’Ordine Mauriziano. Morì improvvisamente nella sua casa di Isola d’Asti.

La sua biblioteca ed il suo importante archivio sono stati donati dalla vedova alla Biblioteca di Storia e Cultura del Piemonte di Torino.
da https://it.wikipedia.org/wiki/Valdo_Fusi

 

Su iniziativa del centro Pannunzio, la Sala Rossa è stata sede di un incontro moderato da Pier Franco Quaglieni con Giuseppe Castronovo (a far gli onori di casa in qualità di presidente del Consiglio comunale), Guido Bodrato, Luigi Fusi, Bruno Gambarotta e Bruno Quaranta per parlare della nuova edizione del volume curata dall’editore torinese Riccadonna. La prima edizione (Mursia) risale al 1976 e, postuma, fu curata dalla moglie Edoarda.

San Salvario quartiere multi culturale? L’opinione di Quaglieni

piazza chiesa sansalvario torino

piazza chiesa sansalvario torinoAttento osservatore delle dinamiche cittadine, il prof. Quaglieni ha espresso la sua opinione su quartiere torinese San Salvario, vicino alla stazione, pieno di immigrati e luogo dove i “nuovi intellettuali” stanno prendendo casa.

Secondo il Quaglieni, la realtà dei fatti è che San Salvario di notte èabbandonato alle mani della microcriminalità e ad una movida mal regolata che rende la vita difficile ai residenti. E apostrofa

Io conosco degli intellettuali che hanno scelto quel quartiere per risiedervi, in quanto, ovviamente, multietnico. Una moda cretina che camuffa forse anche l’idea molto più banale di comprarsi casa a costo più basso. I veri intellettuali radical-chic restano infatti nei loro palazzi nel centro cittadino o magari in zona precollinare dove non vogliono i profughi in via Asti, pur invocando l’accoglienza di tutti, senza eccezioni,purché restino distanti da dove risiedono lor signori.

San Salvario non è migliorato affatto: regna alla sporcizia, prostituzione e  droga. Nessuno agisce di conseguenza. Infine aggiunge:

Lo scorso anno mi hanno invitato a parlare presso i locali della biblioteca di quartiere della storia di San Salvario: è stata un’esperienza tragicomica confrontare il passato,certo non molto significativo,ma borghesemente decoroso, con un presente ,a dir poco, problematico, di fronte a quattro gatti di uditori.

Fonte: http://www.iltorinese.it/linea-di-confine-spigolature-di-vita-e-storie-torinesi/

Pier Franco Quaglieni sulla sconfitta di Settimo Torinese per Capitale italiana della Cultura

settimo torinese

settimo torinese

Il prof Quaglieni, intellettuale piemontese non ha potuto sottrarsi da commentare la sconfitta di Settimo Torinese a Capitale della Cultura italiana, vinto invece da Palermo. Vediamo cosa ne pensa il nostro mentore:

Non poteva accadere diversamente. Ma è stato importante che Settimo si sia piazzata tra le dieci città finaliste , forse l’unica che non abbia ricordi storico-artistici  importanti come Recanati, Trento , Ercolano, Aquileia, ad esempio. Il riconoscimento , per altro, è un premio non alla “città più bella e ricca di storia”, ma alle sue capacità di progetto in campo culturale.

e trova nella biblioteca comunale il vero motivo per cui questa città senza infamie né gloria è riuscita comunque ad entrare nella top ten della classifica

Le sue attività culturali sono diventate via via sempre più vivaci ed attrattive, anche se ritengo che la perla sia la sua biblioteca che ha avuto un direttore fuori ordinanza come Eugenio Pintore. […] Se la città si è piazzata tra i primi dieci, credo lo debba soprattutto alla sua biblioteca.

Fonte: http://www.iltorinese.it/linea-di-confine-spigolature-di-vita-e-storie-torinesi/

 

Quaglieni prof Pier Franco alla Festa tricolore di Albenga

tricolore quaglieni

tricolore quaglieni

Si è tenuto il 7 gennaio 2017 ad Albenga la Festa del tricolore che sfilato accanto al Vessillo del comunale posizionato sulla Torre Malasemenza dai Vigili del Fuoco mentre il professor Pier Franco Quaglieni ricorda la storia del Tricolore italiano.

Una festa sentita non per senso di patriottismo ma di amore per la storia del proprio territorio e della propria nazione. Infatti hanno sfilato le bande cittadine, i sindaci e un corteo religioso oltre che militari. Emozionante anche il Tricolore e il vessillo comunale tenuto dai paracadusti lanciatosi nella zona del Capo Lena a cui è seguito l’inno di Mameli.
Il Sindaco Giorgio Cangiano ha espresso così il pensiero

Questo è un evento che ci ha impegnato molto rendendoci pienamente soddisfatti per la sua riuscita. Credo che , in questi momenti difficili per il Paese essere orgogliosi del proprio Tricolore, della propria bandiera e della propria patria sia importante ed invita ad un momento di riflessione che porta a non parlare solo e sempre male del nostro Paese.

Fonti: